Il metilfenidato (Ritalin®), utilizzato - anche in Italia - per il trattamento dei bambini iperattivi, viene classificato in Inghilterra tra le 20 droghe più pericolose in assoluto.Ed il British Medical Journal denuncia: “le sperimentazioni di farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela, non sono né trasparenti né rigorose”.“Se le tabelle che classificano le sostanze psicoattive contengono anomalie ed hanno scarsi fondamenti scientifici, ciò è dovuto anche ad “interferenze” in quelle che dovrebbero essere oggettive realtà scientifiche”.
La documentata denuncia viene lanciata in questi giorni dall’autorevole “Science and Technology Committee”, una Commissione britannica composta da esperti che ha come missione quella di consigliare il governo su tutto ciò che riguarda le questioni scientifiche di interesse nazionale.I risultati che questa Commissione ha raggiunto, basandosi su criteri giudicati scientifici ed indipendenti, appaiono rivoluzionari e tendono a rivedere il sistema di classificazione generale degli stupefacenti.Nella classifica delle venti sostanze psicoattive più dannose redatta da questa Commissione governativa figura appunto - a fianco dell’LSD e prima dell’Ecstasy - anche il metilfenidato, la metanfetamina che è anche il principio base in alcuni discussi psicofarmaci (Ritalin®, ma non solo), utilizzati per il trattamento di presunti disturbi del comportamento nei bambini (ADHD, Sindrome da Iperattività e Deficit d’Attenzione), consigliato spesso con eccessiva disinvoltura anche in Italia.
Il Ritalin, discusso farmaco per bambini a base anfetaminica, sarà disponibile in commercio, così come deliberato dal
Ministero della Salute.Il Ritalin è al centro di innumerevoli polemiche in quanto la sua molecola appartiene al gruppo delle anfetamine, sostanze universalmente riconosciute come droghe pericolose anche per gli adulti (e infatti illegali). Dall’introduzione del Ritalin, sono stati documentati ben 160 casi di morte da assunzione del farmaco, 2993 casi di reazioni avverse anche gravi e centinaia di migliaia di casi di dipendenza in tutto assimilabile a quella da anfetamine. Alcuni studi hanno anche ipotizzato un forte potenziale cancerogeno della sostanza. Si capisce quindi l’alzata di scudi di associazioni e operatori del settore, che non è stata tuttavia sufficiente a bloccare l’introduzione in Italia del farmaco. Se i sostenitori del Ritalin sostengono che in Italia la somministrazione del farmaco sarà controllata e non selvaggia come negli Usa, i suoi oppositori, oltre a ribattere sulla evidente pericolosità della sostanza, esprimono anche forti dubbi sull’effettiva esistenza dell’ADHD, la patologia che il Ritalin dovrebbe curare.
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